gotàn

con un amo più abile di quei vostri patiboli

ci prenderemo il bene dove vogliamo sia

Paul Eluard

Gotàn

Gotàn

fa parte di Cuatro Noches, ma è anche una pièce autonoma, con una vita propria. Rappresenta una svolta importante nel mio lavoro, una soglia oltrepassata la quale non si torna più indietro.

Per la prima volta nel tango la coreografia non è al servizio della coppia, ma viceversa. I ballerini, in questo caso otto, sono chiamati a dar corpo a movimenti corali, a legami non necessariamente simmetrici, ma sempre solidali. Le coppie si sfaldano, interagiscono e si ricompongono in diverse configurazioni sintattiche, conseguenti le une alle altre. Sono duetti, trii, quartetti, passi di nuova concezione: 20 minuti senza pause, su quattro pezzi capitali di Piazzolla fusi insieme, con i ballerini costantemente in scena. 

a proposito di Gotàn

creazione e coreografia

Mariachiara Michieli

 

regia

Mariachiara Michieli e Marco Castellani
 

musica

Astor Piazzolla

 

luci

Chris Young

 

scene

Mariachiara Michieli e Marco Castellani

 

costumi

Felicina Dalle Piaggie

 

per otto danzatori

 

musicisti

Sexteto Canyengue

debutto

Teatro Ciak, Milano 1999

 

teatri principali

Festival de Marseille

Staatsoper Festival, Zurigo

Théâtre du Passage, Neuchatel

Teatro Fraschini, Pavia

Teatro Zandonai, Rovereto

Teatro Regio, Parma

Teatro Greco, Siracusa

Teatro dei Rozzi, Siena

Teatro Cinema, Chiasso

Auditorium Santa Chiara, Trento

Bassano Opera Festival

Teatro Donizetti, Bergamo

Teatro Toniolo, Mestre

Teatro Masini, Faenza

Festival Addadanza

Vignale Danza

Festiva Mundi, Roma

Auditorium S.Domenico, Foligno

Piazza San Carlo, Torino

Teatro Coccia, Novara

Teatro del Vittoriale, Gardone Riviera

Ascona Danza, Svizzera

Teatro Verde, Isola di San Giorgio Venezia

... Entusiasmante è, nella terza parte, la danza a piedi liberi, senza le costrizioni imposte da tacchi a spillo o scarpe. È sempre e arditamente tango, che però sembra cercare un possibile incontro con la danza moderna, trovando al posto del connubio, un altro volto di se stesso. Ed è questo il fatto vero della serata. Perché vive e opera, qui, un bello scarto d'intelligenza, di gusto e di tecnica, una vera maitrise della danza, padroneggiata in modo accurato e severo. E quel fiorire di volée, quegli incastri a tre, quello sfumare sottile di incroci e possibili ambiguità fra due donne e un uomo, oltre a ricordarci coincidenze e momenti preziosi di storia della danza moderna (si pensi a Jeux di Nijinsky), rimandano pari pari alla luce e alla voglia di pulizia formale e tecnica di un grande maestro contemporaneo, Billy Forsythe, autore che la stessa Michieli ci indica come referente ideale di questo suo viaggio nel nuovo e nell'inedito.

Ermanno Romanelli, Corriere dell'Umbria - 2001

Shakespeare in tango

Dal 1992 ad oggi, la compagnia è molto cambiata, ma la voglia di crescere e di misurarsi costantemente con la natura più sotterranea e veritiera del tango marca di uno stile ancora più incisivo di un tempo la configurazione del gruppo. Ne è la prova l'ultimo, raffinatissimo spettacolo della compagnia oggi diretta dalla sola Mariachiara Michieli, insieme a Marco Castellani. Questo amore per il recupero di un dialogo con la musica non costruito sullo scontato abbinamento di accenti forti e pose ad effetto, porta la Michieli alla creazione di coreografie raffinate, secondo le quali il movimento di coppia si articola confrontandosi liberamente e alternativamente con le linee melodiche e i ritmi dei diversi strumenti, dal violino al bandoneón, al contrabbasso e al piano. Contribuiscono a rendere possibile questo gioco non scontato di rimandi tra musica e danza, non soltanto i ballerini, ma anche i musicisti-compositori del Sexteto Canyengue, un'orchestra ritenuta l'anello di congiunzione tra Pugliese e Piazzolla. E' tra questi due poli musicali che spazia lo spettacolo della Michieli, Cuatro Noches. Si articola in due atti e quattro quadri, per un totale di 23 pezzi che ripercorrono l'evoluzione del tango. In Gotàn, il terzo quadro, Mariachiara sperimenta l'inizio di una nuova via, spezza la coppia e utilizza la tecnica del tango per evocare il senso di smarrimento e di paura di un popolo represso politicamente. Il tutto è fatto con leggerezza e immutato rispetto della tradizione della danza argentina che, se si contamina con accenni ad altre tecniche, continua ad essere lo stile espressivo portante. In linea con questo desiderio di utilizzare il tango come tecnica di movimento e di espressione adatta a raccontare anche argomenti non legati alla storia argentina, Michieli e Castellani stanno lavorando a un nuovo e intrigante progetto: tradurre in tango Shakespeare.

Francesca Pedroni, Danza & Danza - 1999

... Nelle coreografie di Mariachiara Michieli, veneta d'origine ma oramai argentina nell'anima, c'è infatti un vento nuovo. Modi, tempi, sostanza e colori hanno qui scansioni morbide e sfumate. I ballerini si muovono con delicata scioltezza, distanti da ingessature formali, con una libertà che innesta un'atmosfera davvero insolita nelle traiettorie di una danza che pure conserva intatte le radici del suo canto antico. Estro, espressività, salti, intrecci rapidissimi di gambe e braccia si compongono in una sorta di arazzo rilevato e cangiante, che ha forse il suo momento più frizzante e imprevisto in Gotàn, quando la danza si svincola dalle costrizioni imposte da scarpe e tacchi a spillo per proporsi a piedi liberi, in un movimento che sembra avvicinarsi alla danza moderna. In realtà il gioco è molto più sottile, dal momento che il tango, anzichè stravolgere se stesso, si esalta in una dimensione in cui creatività, misura, intelligenza e sobria eleganza tracciano camminamenti arditi e fierissimi.

Maurizia Veladiano, Il Giornale di Vicenza - 2001

... Nel secondo tempo, con un impeto d'estro, le coppie si rompono e la performance si apre, in un emozionante crescendo ad esiti coreografici più contemporanei. Grandi abilità e severa preparazione dietro le perfette geometrie disegnate dalle coreografie di Mariachiara Michieli per i flessibili corpi dei danzatori. Accenti lirici e tratti duri si rincorrono nella caratterizzazione drammatica e, per un attimo, il calore con cui il pubblico saluta i danzatori vince il torbido e sensuale fascino latino che, complice una eccellente esecuzione musicale ha stimolato nella platea arcane suggestioni.

Micaela Sposito, Giornale di Sicilia - 1999

... Il dialogo serrato e sempre perfettamente all'unisono tra musica e danza corre sul filo della coreografia di Mariachiara Michieli, tra le luci sapientemente calibrate da Chris Young, giochi e sovrapposizioni di chiaroscuri veramente d'effetto. Una prima parte dedicata alla purezza espressiva del tango, alle sue evoluzioni storiche e alla sua forza vissuta propriamente come danza, ha fatto posto ad un secondo episodio dove la coreografia si è fatta sentimento e si è tramutata in lavoro di gruppo, complesso e articolato. Tantissimi applausi da un pubblico entusiasta

Milena Dolcetto, Il Gazzettino - 2000

... Ed è proprio questa l'eredità che la compagnia va a raccogliere con il suo repertorio che negli ultimi anni ha saputo trovare vasti consensi nella critica, soprattutto grazie alle coreografie di Mariachiara Michieli, con titoli di grande successo come Quattro Notti, Cartoline da Buenos Aires e Corazon Quebrado. Le sperimentazioni della compagnia sono sempre più indirizzate verso una sorta di "Tango Dance Theatre", che fornisce alla danza popolare contenuti totalmente nuovi, come ha recentemente osservato il New York Times. Mariachiara Michieli e Marco Castellani, fondatori del gruppo, hanno aperto una strada nuova nella storia del tango. 

Andrea Priante, Corriere del Veneto - 2001

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